Nodi e corde

Fondamentale la fiducia,nodo di un rapporto che ti tiene fermo, al sicuro lontano dal pericolo di cadere nel più profondo dei varatri. Questa Si può aquisire per diritto, la fiducia di un figlio, ad esempio, altre vanno conquistate per gradi. Tra le due tipologie il punto comune si trova perdita della suddetta fiducia . Una volta persa riconquistarla diventa il più difficile dei compiti, impresa impossibile che impregna di sudore i giorni già tanto faticosi.Riallacciare il nodo forse si può, ma il punto di rottura continuerà ad esistere e la corda chiusa dal nodo protettore inevitabile diventerà più fragile così come la paura che non possa più reggere,che possa consumarsi da un giorno all’altro diventerà presenza constante. L’ansia stessa di non essere più al sicuro divorerà come un piccolo roditore dai denti aguzzi la corda e l’esistenza del nodo tanto prezioso poco sarà rilevante perché il punto di frattura risiederà nel centro e la stabilità una volta perduta sarà impossibile recuperarla. Il coraggio non deve essere dimostrato nel continuare a mantenere saldamente qualcosa che potrebbe andare distrutto o ,con la sicurezza di poter gestire ed affrontare ansie e paure e il conseguente rischio di caduta ma deve risiedere nella forza di sciogliere il nodo e farne un altro più saldo. Solo così ci si potrà sentire di nuovo al sicuro.

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Saudade

Ho imparato la calma dalla nostalgia del nulla e la pratico in ogni gesto,la rendo parte di ogni mio respiro e ciascuno,anche il meno profondo mi ricorda il valore del vivere. Respiro con calma perché sembra alimentare il più sensato dei gesti che anima il più insensato meccanismo. Me.

On the safe path

Un passo avanti,uno a destra, due indietro,quattro in diagonale,poi a sinistra,sempre dritto fino a quando incontri la consapevolezza che l’equilibrio non esiste nei nostri pazzi e contorti percorsi. Solo,bisogna cercare di non perdersi, di rimanere lungo quel tortuoso sentiero,anche con la convinzione di aver sbagliato strada,proseguire sempre sul cammino dell’inspiegabile.

Nessuna definizione

Ho spesso paura di essere. In ogni luogo, in ogni caso, con tutte le persone, persino con me stessa. Sento di non essere ancora una persona ben definita e, nonostante abbia gli strumenti per farlo,decido di non completarmi, di non tracciare l’ultima linea. Io sono e non so cosa. Ma so che non voglio saperlo, non voglio un’etichetta che pesi sul mio corpo e sulla mia anima. Voglio essere senza essere. Voglio sentirmi libera,lasciare che la Vita mi si attacchi addosso in tutta la sua totalità. Voglio vivere per scoprire cosa essere e non essere per sapere come vivere.

Bianca giornata d’inverno

Fine giornata, sono a letto e vorrei fare un resoconto. Giornata impegnativa,come le altre:su e giù, gestisci questo gestisci quello, rabbia,gelosia, impazienza, impegnati qui, impegnati li ,ascolta,sdraiati,dormi. Ho vissuto anche oggi ma il senso è li ancora che preme. Irrispettosa verso la vita, così mi sento. Cosciente di vivere ma non di vivere al massimo e sempre più sento il peso del tempo che passa, delle persone che vanno, del vento che soffia e.. tutto si muove. Tranne io. Io che corro,cammino e ciò nonostante mi sento costantemente ferma allo stesso punto. A tracciare l’andamento di una giornata pienamente vuota proprio come quella tela, ferma lì da settimane ormai ,in attesa di essere dipinta. Ci penso e rido nervosamente. Impossibile per ora cacciare qualcosa fuori se dentro c’è solo un bianco accecante. Io e quella tela penso proprio rimarremo così, vuote.